20.08.03
Dall'alto in basso
Sul Corriere della Sera di oggi, c'è l'ennesimo articolo-inchiesta sui blog. Firmato da Paolo Di Stefano, il pezzo si caratterizza per un timido tentativo di analisi del fenomeno, peraltro privo di spunti originali: è chiaro che Di Stefano qualche blog se lo è letto, ma come di consueto in queste occasioni, superficialità e pregiudizio ne minano la credibilità e l'efficacia. Di Stefano parte bene, citando il libro della Mazzucato, per poi perdersi immediatamente in strafalcioni tipici di chi non ha capito una mazza, tipo definire blog sia GnuEconomy che Splinder, sia l'immancabile QuintoStato che Arubba (sic!), senza fare distinzioni tra piattaforme e contenuti. Segue l'immancabile citazione del chilometrico articolo di Tiziano Scarpa da Nazione Indiana, e via alla stura degli esempi necessari per suffragare una tesi banale e scontata: quella sull'inutile minimalismo dei bloggers, sulla presunzione dei loro autori, sino alla spettacolare chiusa del pezzo: una battutina riferita all'abuso di punti esclamativi e punti di sospensione ("L'estetica blog? Carramba, che originalità! E che potenza…"). Peccato, dal Corriere ci si poteva aspettare di meglio. E lo dico senza punti esclamativi, e senza punti di sospensione.
mah... a me pare che l'articolo sia fin troppo cortese. i blog sono notoriamente una merda, al 99,99%. noto soltanto che il linguaggio elementare tanto criticato viene proprio dai giornali (o meglio, dalle rivistine in vendita con i giornali). guarda ad esempio il titolo dell'articolo che linki.
Iniettato da: ergdahlgren at 20.08.03 14:33L'articolo avrebbe potuto offrire spunti interessanti, ma gira un po' troppo su se stesso ed ha un finale orrendo: "L'estetica blog? Carramba, che originalità! E che potenza…". Scarpa aveva affrontato l'argomento blog con forse minore conoscenza del fenomeno, ma maggior lucidità ed intelligenza. Inoltre, se l'articolo di Scarpa voleva essere una benevola ed educata critica all'autocensura dei bloggers, quello di Di Stefano risulta essere solo una presa in giro, e non vi è traccia di un'autentica e sincera attenzione verso il fenomeno blog. Chi scrive su un blog spesso non è né un giornalista né uno scrittore, e soprattutto non viene pagato per quello che scrive; il blog è uno strumento democraticamente aperto a tutti, persone di cultura e non, non ti è richiesta nessuna tessera o iscrizione all'albo dei giornalisti per averne uno. Per inciso non è richiesto nemmeno che tu sia laureato. Qualcuno glielo dica a quel simpaticone di Paolo.
Iniettato da: Invasiva at 20.08.03 21:57suonerà madonnaro, ma io non spreco il mio tempo, non leggo i giornali............ e li uso i segni di interpunzione!!!!
Iniettato da: ugo at 30.08.03 20:30Grazie per esserti registrato, . Ora puoi commentare. (sign out)
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