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Piccoli, leggerissimi (questo qui pesa meno di mezzo kilobyte), assortiti in decine di versioni: i Pixel Charachters possono tornare utili come avatar preconfezionati (sempre che non abbiate la voglia e la fantasia di crearvi il vostro) o come alternativa alla fototessera sulla carta di identità (se poi ti fermano, magari è un po' dura spiegare al poliziotto che quello sei tu, ma vale la pena provarci).
Ecco, questo proprio mi mancava: un costume da lottatore di sumo gonfiabile, completo di compressore (con il fiato che mi ritrovo, altrimenti, per gonfiarlo ci metterei una giornata). Il tutto, alla modica tariffa di 39.95 sterline, un vero affare. Credo che ne ordinerò un paio.
L’ho fatto. Mi sono preso una vacanza. A sedici mesi di distanza dal mio ultimo viaggio, sono andato ad Agadir, Marocco, per una settimana di svacco totale in un microcosmo scientificamente progettato per chi vuole spegnere il computer, isolarsi dal mondo e abdicare alla propria intelligenza: un Villaggio Vacanze Valtur (da qui in poi VVV o V-Cube, tanto per far contenti gli appassionati di acronimi). Per dirla con Wallace, una cosa divertente che non farò mai più. Credo.
Sette notti, otto giorni. A dire il vero, il primo giorno è di viaggio: partenza nel primo pomeriggio, tre ore e mezza di volo più una di fuso, arrivo in serata. E l’ultimo giorno l’alzata è alle quattro del mattino, per tornare a casa col volo delle sette. Insomma, sei giorni di vera vacanza. Dei quali, in verità, due di sole, due di pioggia e due di immancabile cagozzo. Fa parte del pacchetto, non se ne può fare a meno: in ogni vacanza che si rispetti, per una ragione o per l’altra, il morbo di Montezuma si accanisce sui giusti e sugli ingiusti, condannando il malcapitato ad atroci spasmi intestinali, col rimpianto di aver ceduto alla tentazione delle ostriche al buffet. Ne ho mangiate solo quattro, ed erano ottime. Almeno in apparenza. Le conseguenze le pago ancora oggi, a quasi una settimana di distanza dal lauto pasto. Ma non divaghiamo.
Il Villaggio è un luogo astratto, sempre uguale a se stesso ovunque si trovi. Quello di Agadir è identico a quello di Sharm-el-Sheikh in Egitto (che i frequentatori abituali chiamano semplicemente “Sharma”) o a quello di El Kebir in Tunisia. Se non esistessero problemi climatici, avrebbero già costruito villaggi di questo tipo anche in Lapponia. La collocazione, in realtà, ha poca importanza. Della città ho visto poco e niente: l'aereoporto, il suk, qualche negozio di chincaglierie per turisti. Oltre il muro del Villaggio c'è l'Africa, ma superare quel muro richiede sforzi di volontà che un qualsiasi villeggiante non è in grado di sostenere (specie se affetto dal cagozzo di cui sopra: la prospettiva di allontanarsi più di cento metri dal cesso della propria stanza non è molto allettante). Del continente nero, rimangono solo poche immagini nella memoria. Quelle catturate dai finestrini del pulmann, appena scesi dall'aereo, mescolate al riflesso delle proprie occhiaie sul vetro.
L'arrivo è al tramonto. Passata la dogana, si viene immediatamente presi in consegna da un plotone di 'hostess' e 'stewart' in abiti locali. E' il primo contatto con l'equipe del Villaggio, un plotone di gggiovani con i quali sarà inevitabile convivere nei giorni successivi. Sono tanti. Sono dapertutto. Sono incaricati di trasmettere entusiasmo, allegria, gioia di vivere, di coinvolgere il villeggiante in giochi, attività sportive, iniziative di intrattenimento collettivo. In due parole: sono dei cagacazzi di professione. Bravissimi, per carità: per lo stipendio da fame che prendono (vitto, alloggio e una miseria di euro al mese), si fanno un culo così dalle 9 del mattino a mezzanotte, sette giorni su sette. Cantano, ballano, scherzano e ridono con un sorriso coatto perennemente stampato sul volto, cercando di spingere branchi di vecchie caratidi ad imparare la macarena o altre torture latino-americane, proponendo e inventando 'momenti di spettacolo' a bordo piscina, inscenando musical e pietosi cabaret nel dopocena. Ma il mio desiderio - niente di personale, per carità - durante tutta la permanenza al villaggio è stato quello di poter disporre di un AK-47 o di un fucile a pompa, per mettere fine allo stillicidio quotidiano di sfrantegamento di coglioni al quale mi hanno sottpososto.
Errore mio, sia chiaro. Non ero mai stato in un VVV, e da una sommaria lettura della brochure (qui in .pdf), non mi ero reso conto del reale significato di questa frase:
E basta. Ogni volta che controllo le mie mailbox, mi ritrovo a dover cancellare decine e decine di messaggi scamuffi, ripieni di virus di ogni genere. Ma è possibile che su questo pianeta nessuno si sia ancora dotato di un antivirus decente?
Sono finalmente arrivati i giochi degli Happy Tree Friends. Dolci, teneri, adorabilmente splatter. Il migliore, ovviamente, è questa variazione sul tema degli yeti sports.
Sono un modello M.A.B.E.G.A. (Mechanical Artificial Being Engineered for Galactic Assassination). State in campana. (Clicca qui per scoprire il significato cyborg del tuo nome).
Aiutate Nigella a preparare la torta, tendendo presente che:
1) Nigella è molto golosa: dovete toglierle gli ingredienti dalla bocca senza farvi mordere
2) Nigella è una testa flottante priva di corpo
3) L'autore di questo gioco esagera con gli acidi
E' arrivato il momento del lancio del pinguino, terza parte del decathlon di Chris Hilgert. Questa volta lo yeti deve far roteare il pennuto per poi scagliarlo tra due pareti di roccia verticale, dalle quali si affacciano delle foche. Contrariamente a tutti i principi della fisica, il pinguino tende a rimbalzare sul ghiaccio, emettendo il suo caratteristico cinguettio. Sul fatto che il rilascio del gioco coinciderà con una sensibile riduzione della produttività aziendale ovviamente non ci sono dubbi.
Dopo mesi di timidi approcci, imbarazzati sorrisetti e ridicole improvvisate ("passavo di qui..."), sei finalmente riuscito a strapparle un appuntamento. Ora sei solo con lei, al tavolo del ristorante. Come riuscire a fare colpo, ad affascinarla, ad impressionarla? Ecco la verità svelata: la guida completa su tutto quello che bisogna e non bisogna fare.

Una di quelle cose meravigliosamente inutili cui è praticamente impossibile resistere. Clap clap.
Stanchi di essere rapiti dagli UFO? Proteggetevi. Basta un casco in grado di schermare i vostri pensieri, realizzabile con materiali di facile reperibilità, per rendere del tutto inefficaci gli attacchi telepatici degli extraterrestri. Occhio che se avete la sfiga di incontrare un alieno Mantis anche il casco serve a poco: quel bastardo vi ipnotizza con lo sguardo. Ma non preoccupatevi: Michael Menkin sta sviluppando nuove soluzioni per rendervi invulnerabili agli ufo cattivi.
Non disperate, a tutto c'è una soluzione. Sia nel caso che vi si sia rotto il monitor, sia nell'eventualità che (nonostante le dettagliate istruzioni) non siate riusciti a cambiare la scheda video, non sarà necessario rinunciare al solitario di windows.

Anche in India sono arrivati i Simpson. Uguali in tutto e per tutto agli originali. A parte il nome, e qualche dettaglio. Ecco a voi, i Singhsons.
Non spaventatevi: sostituire la scheda video del vostro computer è semplicissimo. E al contrario di quanto comunemente ritenuto, non c'è neanche bisogno di aprire il case del PC. Basta dotarsi degli strumeni giusti, che certamente avrete in casa, e seguire passo passo queste dettagliatissime istruzioni.
Non manca la fantasia (sul buon gusto, magari si potrebbe invece sollevare qualche dubbio) a quelli della P.E.T.A.: la loro più recente manifestazione contro le pellicce a New York ha avuto come protagoniste una serie di modelle, intente ad imitare i naturali atteggiamenti animali. Non sapevo che visoni avessero l'abitudine di abbeverarsi direttamente alla tazza del cesso...
Stanche delle continue scappatelle del partner? Insicure sulla sua fedeltà? Stufe di vederlo rientrare a casa tardi? E' ora di dire basta alla paura di perderlo. Con una soluzione semplice, pratica ed economica, l'unica in grado di assicurarvi una relazione stabile: ecco a voi il Boyfriend Marker©.
Ve li ricordate i tempi dell'Atari? Correvano i primi anni '80, e c'era gente che si cimentava con giochi come questo. Stasera ho scoperto che esiste anche un emulatore, per chi vuole riprovare quelle emozioni: si chiama Porta a porta.
Un iMac sul tavolo.
Un iBook in borsa.
Un iPod in tasca.
Un iCock davanti e un iPlug didietro.
That's iLife!
Per raggiungere l'ufficio in auto (18 chilometri di distanza) impiego mediamente tra i 45 e i 60 minuti. La mia velocità di crociera si aggira quindi sui 20 Km. l'ora. Insomma, per ammazzare il tempo (e qualche pedone), questo attrezzo mi sarebbe molto utile. Peccato non ne esista una versione per il manubrio della Vespa.
Il cuscino dei miei sogni. Lavabile a 40° e centrifugabile, realizzato in fibre di poliestere ignifugo e cotone, costa solo 25 sterline (40 per la versione bovina).
Ciao, sono Sissy Jennifer. Mi piacciono gli abiti da bambina. Mi piacciono i vestiti con i pizzi. Mi piace mettermi i fiocchi sui capelli e sulle scarpe.
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I nostri prodi robottini continuano nella loro esplorazione del suolo marziano, trasmettendoci immagini straordinarie.
UPDATE: Acqua. Acqua! Lo dice il sito della Nasa: "There is
water on Mars!".
Volevo farmi riempire le braccia di tatuaggi pop, ma alla fine ho pensato che è più comodo comprare una di queste.

Preparate accuratamente il piano di lavoro.
Tenete a portata di mano tutti gli attrezzi necessari.
Appoggiate il computer su una superficie adatta.
Seguite attentamente queste istruzioni.

Simpatici scherzetti da organizzare con il proprio guardaroba.
Special Edition del capolavoro di William Friedkin: ecco a voi L'Esorcista in 30 secondi (reinterpretato da un gruppo di conigli).
Una chat piuttosto diversa dal solito. Il vostro avatar è un astronauta, a spasso per la luna. C'è anche la possibilità di regolare il livello della gravità o di farsi un giro sul moonbuggy, volendo. Richiede Shockwave e un po' di pazienza per il caricamento, ma la grafica è veramente notevole.
Grafica in stile manga, umorismo abbondante, giocabilità notevole: questo - hem - "shoot 'em up" in Flash è uno dei videogame più spiritosi che mi siano capitati da parecchio tempo a questa parte.
Finalmente svelato il segreto dell'efficenza di Google: ecco come funziona in realtà la tecnica del PageRank.
Stimolante e rinfrescante: l'unico, l'eccezionale, rivoluzionario deodorante alla menta per sfinteri. Impossibile farne a meno.
Non ho idea di come sia accaduto. Ma è successo. Un branco di panda giganti ha invaso Times Square. Scene di panico tra i newyorkesi.

Passatempo per aspiranti psicopatici: cercate di separare le palle blu da quelle rosse.
Meglio inalare che ingurgitare: l'alcol vaporizzato e mescolato all'ossigeno arriva sparato al cervello, inducendo uno stato di immediata ebbrezza. Pare che sia molto di moda in questo locale londinese.
Micidiale: indovinate il titolo del film a partire da una lettera. Io ne ho individuati 13. Accetto suggerimenti per le lettere B - C - E - F - O - P - Q - R (ma non è Tomb Raider?!) - U - V - X - Y.

Stanchi della solita simmental? A voi la scelta: alligatore, serpente a sonagli o armadillo?
Qui potete trovare praticamente ogni scena del primo Star Wars ricostruita con il Lego. Beati quelli che non hanno di meglio da fare...
Meravigliosamente inutile: un simpatico programmino per personalizzare il logo di gomme, birre e bibite o per mettere il proprio nome su un cartello stradale. Disponibile anche una versione on line basata sul logo della Heineken.