Ander costruksciòn
Lo zen e l'arte di unire l'inutile al dilettevole

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02.04.04

Il villaggio dei Dannati #2

Guardate attentamente questa foto. Ingranditela, stampatevela, imparatela a memoria. Ecco, questo è il programma della tortura quotidiana cui vengono sottoposti gli ospiti del Villaggio Vacanze Valtur: ogni giorno, con il sole o con la pioggia, senza alcuna possibilità di deroga, dalle dieci del mattino a notte inoltrata. Ma andiamo con ordine.

La vita nel villaggio ruota intorno alla piscina, una sorta di agorà dove inevitabilmente ci si ritrova nella vana speranza di trascorrere una giornata di ozio. La piscina è il centro assoluto del Villaggio, l’area più ampia, il cuore pulsante di questo paradiso artificiale. Accanto alla piscina c’è il risotrante centrale, dove per tre volte al giorno un esercito di cuochi allestisce pasti a buffet in grado di sfamare l’intera popolazione del continente nero, riversando tonnellate di derrate alimentari su vassoi, tavolate e grill, alla faccia della povertà che si nasconde oltre le mura.

La colazione, servita dalle 8 alle 10, comprende: succo d’arancia fresco, spremuto in diretta sotto i vostri occhi; crepes, uova con bacon, lieviti e dolci; caffè, tè, latte e formaggi; pane tostato, burro, otto vasconi di marmellate assortite, miele e frutta fresca, tagliata e sbucciata per il vostro godimento. Terminato il lauto pasto, i lettini si riempiono di esseri umani in atteggiamento da lucertola, desiderosi di esporre le proprie epidermidi al sole primaverile africano, magari con un romanzo tra le mani e le cuffie del walkman infilzate nei timpani. Neanche il tempo di assorbire la caffeina testè assunta, ed ecco schierarsi il plotone degli animatori, pronto a sollazzare gli ospiti con il primo appuntamento della giornata.

Ore 10.00 ....Sorridi insieme a noi. Significa tutto e niente, ovviamente. Magari diluvia, ti rode il culo e l’ultima cosa che vorresti è sorridere. E invece ti tocca. Complice la musica sparata a tutto volume dagli altoparlanti che circondano la piscina, ad un livello di decibel tale da vanificare anche la sola idea di dedicarsi all’ascolto dei propri CD, partono inesorabili i “momenti di gioco”. E la maledetta panzona, la responsabile dell’animazione, prende il microfono e attacca il suo mantra. “Oooooh, siamo arrivati al momento topico, oooooh!”.

Qui serve una spiegazione. La panzona si chiama Caterina, ma per ragioni incomprensibili si fa chiamare Katia o Katiuscia. Caterina ha una caratteristica peculiare: la voce più sgradevole che abbiate mai ascoltato. E per essere sicura che i propri gorgheggi penetrino i padiglioni auricolari degli astanti, armata di radiomicrofono collegato ad un impianto di amplificazione da concerto, Caterina ulula per ore e ore, senza mai riprendere fiato, iniziando ogni frase con un ‘Oooooh’ di finta sorpresa. Per Caterina, ogni momento è un momento topico. E’ ora di mangiare? “Ooooh, siamo arrivati al momento topico del pranzo, oooooh”. E’ ora di giocare? “Oooooh, ecco finalmente il momento che tutti stavate aspettando, il momento dei giochi, ooooh”. E’ l’ora di inscenare un suicidio collettivo? “Oooooh, ci siamo, finalmente è il momento di berci tutti insieme un calice di cianuro, ooooh”. Non resta che sorridere, sperando che la durata del momento sia inferiore ai sessanta minuti, o che un fulmine a ciel sereno si abbatta sulla responsabile dell’animazione, attratto dalle scariche elettrostatiche del radiomicrofono. Ma questo, putroppo, non succede mai. E si arriva alle 11.30, all’appuntamento con i Balli Caraibici.


Ora, io non ho nulla contro i balli caraibici. Nel senso che non me ne frega niente, non appartengono alla mia cultura, non sono nelle mie corde, non fanno parte del mio modo di divertirmi. Al limite, avrei preferito il Liscio, la Mazurka, la Polka o il minuetto. E invece, per sei giorni sei, mi son dovuto sorbire gli eccezionali ballerini brasileiri che impartivano lezioni di samba e macarena a bordo piscina ad una platea di cetacei in preda a crisi epilettiche, con la musica a palla e con quella voce ululante della Katiuscia che commentava in diretta le performance degli astanti con un finto accento sudamericano misto a bergamasco. E senza possibilità alcuna di difendermi, a parte il chiudere gli occhi, tapparmi le orecchie o scappare in camera (ecco, in questi casi la diarrea può tornare utile).

Ma il peggio deve arrivare. Il vero momento topico. Ai confini della realtà, là dove nessun uomo è mai giunto prima, oltre le porte di Tannoiser: ore 12.30, la Sigla in Piscina.
Ebbene sì, il gruppo Valtur ha una sigla. Una canzoncina orrenda, un inno in stile Forza Italia che tutti gli astanti sono costretti ad imparare a memoria, con tanto di coreografia tipo Gioca Jouer. Litri di superalcolici e tonnellate di sostanze stupefacenti non sono bastati a farmi dimenticare la tortura del ritornello: “Dai, dai, dai, canta forte insieme a noi / La forza del mondo Valtuuuur”. La mia fiducia nell’umanità, dopo questo tormento, si è esaurita. Il mondo è destinato a finire. L’armageddon è vicino. Pentitevi.

2 - Continua...

Iniettato da Marcello alle 01:55 | TrackBack
Commenti

Ho sbirciato in giro, proprio bello ;-)

Iniettato da: LaFranci at 02.04.04 08:39

Sì. Però, tu che ci facevi in un villaggio Valtur? Ci sei andato apposta per poi scrivere il resoconto?

Iniettato da: ChicaVQ at 02.04.04 13:10

Quello che ti è accaduto è la giusta punizione.
Dio c'è.

Iniettato da: giuseppe at 02.04.04 20:08

mai stato in un vvv e adesso so che non ci andrò mai...

Iniettato da: riccardo at 02.04.04 20:53

Marcello, se quello che volevi era convincerci che nei nostri grigi ufficetti noi ce la siamo spassata più di te, bene: non ci sei riuscito.

Iniettato da: Invasiva at 03.04.04 02:23

SEI IL MIO MITO

Iniettato da: FAVAZ at 03.04.04 21:16

A quando la terza parte? Potrei anche pagare per leggerla. Grande Marcè!

Iniettato da: Rolando at 04.04.04 12:58

MA PERCHè NON SEI ANDATO IN UN 5 STELLE VISTA LA TUA SUPERIORITA INTELLETTIVA........... NON C E LIMITE A SENTIRSI SUPERIORI E CRITICARE GLI ALTRI! SEI PROPIO UN BELL' ESEMPIO DEL.......GRAZIE


Iniettato da: FRANCESCO at 17.01.06 11:01

potevi rimanere anche a casa....ti credi così superiore da non apprezzare nemmeno il lavoro di quei ragazzi..in un villaggio ci va la gente intelligente che vuole divertirsi e anche riposarsi perchè nessuno ti manda a calci nel culo a fare le cose....

Iniettato da: ilaria at 11.08.06 11:58

io ho lavorato alla valtur fino ad una settimana fa e posso dirti una cosa..che forse tutte quelle canzoncine tutti quei balletti servono a liberare la testa delle persone razionali e rigide come te ... e poi ascolta è una vita che esiste la valtur quindi non m venire a dire che ci sei andato non sapendo cosa ti aspettava..

Iniettato da: cami at 12.08.06 13:56
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