21.05.03
Beneficenza, american style
Strano popolo, gli americani. In un paese dove oltre 32 milioni di persone vive sotto la soglia della povertà (qui qualche dato), le loro preoccupazioni prioritarie rimangono - in linea con il diritto alla felicità sancito nella costituzione - puramente edonistiche. Non sorprende quindi che il senso di colpa riguardo agli homeless arrivi addirittura a promuovere forme di beneficenza mirate alla soddisfazione di esigenze tutt'altro che primarie: questo sito, ad esempio, raccoglie sottoscrizioni per offrire ai senza fissa dimora, prima ancora che un tetto, una forma qualsiasi di assistenza sociale o sanitaria, della birra. Emblematica la testimonianza di uno dei fruitori del servizio:
"Before the guys from Beer For The Homeless came along, I had been forced to stop people on the street and ask for change. Now, I am holding my head up high and drinking good beer without bothering anyone."
Contento lui...
può darsi sia poco più che una goliardata, ma mi viene anche da pensare che, a quanto so, non è il cibo il problema principale di chi vive in strada. Nessun barbone soffre la fame, ma molti barboni sono alcolisti. Anche un tetto spesso non è il vero problema; è un problema, al limite, il dover sottostare ai regolamenti militareschi di quei dormitori dove devi presentarti entro una certa ora e che la mattina all'alba ti sbattono fuori, che ci sia freddo o che piova non importa. Forse, il potersi sottrarre all'umiliante filiera dell'elemosina per procacciarsi il bicchiere è una liberazione. Forse, potremmo considerare che anche i più "sfortunati" meritano, oltre alla nostra pelosa carità , anche un po' di benessere.
Posted by: andrea n. at 22.05.03 02:29Post a comment
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