Ander costruksciòn
Lo zen e l'arte di unire l'inutile al dilettevole

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11.10.03

Morti e sepolti

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Dicono che prima di morire tutta la vita ti passa davanti agli occhi. Può essere vero, se hai un male incurabile o se il paracadute non ti si apre. Ma se la morte ti sorprende all'improvviso, l'unica cosa che hai il tempo di pensare è: "Oh, Merda!"

Questa battuta è nel primo episodio di Dead Like Me, un serial prodotto dalla MGM la cui prima stagione (14 episodi) è andata in onda da luglio ad ottobre su Showtime, una pay tv americana del gruppo Viacom. Ecco, io con questa serie sono andato 'a rota'. Grazie ad un gruppo di anime pie, che hanno pensato bene di registrarla in formato SVCD e metterla a disposizione in rete, mi sono scaricato ogni puntata, da luglio ad oggi (via Bit Torrent), vedendomela praticamente in contemporanea con gli USA. Il serial è stato acquistato da Sky One, per il mercato inglese (dove viene trasmesso già da qualche settimana), e nutro qualche fondata speranza che prima o poi arrivi anche dalle nostre parti.

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In attesa della seconda stagione (dovrebbe arrivare nella tarda primavera del 2004), provo a spiegarvi perché vale la pena lasciare il computer acceso per 18 ore di fila per scaricare ogni episodio. In America, il settore dei serial sta cambiando parecchio. Direi che c'è una nuova scuola, fatta da sceneggiatori che se ne fregano del genere 'action', e che preferiscono costruire storie più minimaliste, raccontando eventi ordinari di personaggi poco ordinari. La punta dell'iceberg è The Sopranos, ma citerei anche Oz, Six feet under e Nip/Tuck. Non è un caso che, nella maggior parte dei casi, questi serial vadano in onda in pay tv: per il linguaggio e per i temi trattati, non si adattano granchè al pubblico del prime time, o alle esigenze degli sponsor. Proprio grazie alla pay, possono permettersi linguaggi poco comuni sul piccolo schermo, schemi narrativi inediti, invenzioni visive che stanno rinnovando profondamente il modo di fare fiction sul piccolo schermo.

Torniamo a bomba. Dead like me si muove a metà strada tra la commedia e il dramma, propendendo più sul primo genere grazie ad un humor nero che più nero non si può. Credo che sia in assoluto il primo serial in cui la protagonista muore nella prima puntata, uccisa da un frammento della MIR precipitato sulla Terra (nella fattispecie, il coperchio della tazza del cesso della stazione orbitante). Lei si chiama George, e ad interpretarla è Ellen Muth (chi si ricorda della ragazzina di Dolores Claiborne?). Diciottenne in crisi post-adolescenziale, ha appena abbandonato gli studi. E al suo primo giorno di lavoro, tira le cuoia. Ma anzichè volarsene in paradiso, viene assunta in un anomalo gruppo di 'soul reapers', mietitori di anime. Il suo ruolo sarà quello di raccogliere l'anima dei condannati a crepare, toccandoli un attimo prima dell'evento. Il gruppo deve occuparsi, in particolare, delle morti violente: persone qualunque destinate a morire negli incidenti più bizzarri, schiacciati da pianoforti o scivolati sulla classica buccia di banana. Ma la condizione esistenziale di George e dei suoi colleghi è più vicina al mondo dei vivi che a quello dei morti. Quindi, per tirare avanti, i protagonisti della serie devono continuare a nutrirsi, vestirsi, e a lavorare.

Costruire una serie su queste premesse non deve essere stato facile. Ma il risultato è veramente notevole: un mix ben calibrato di cinismo, umanità e humor, con personaggi perfettamente riusciti e con dialoghi eccezionali. La colonna sonora (meravigliosa) è firmata dall'ex Police Stewart Copeland. Prima o poi, probabilmente, qualcuno dei canali tematici di Sky riuscirà ad accaparrarselo. Ma intanto, se avete banda larga e pazienza a sufficenza, consiglio caldamente di scaricarlo dalla rete (ogni episodio pesa intorno ai 650 Mb) e goderselo in lingua originale. Ne vale assolutamente la pena

Iniettato da Marcello alle 02:23 | TrackBack


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